domenica 2 maggio 2021

Intervista a Luca Tortolini

di Francesco Abonante

È mai capitato di trovarvi davanti un bambino che tiene tra le mani un libro illustrato e lo sfoglia? È una di quelle cose che riempie il cuore di gioia e fa bene all'anima. Si percepisce la meraviglia nei suoi occhi mentre scopre cosa contiene la pagina successiva.

Da sempre, in tutte le librerie, agli albi illustrati è dedicato un reparto specifico e, da qualche anno,  potete trovarci quelli che portano la firma di Luca Tortolini. I suoi racconti trattano con rara sensibilità temi quotidiani quali il viaggio, l’amicizia (La volpe e l’aviatore), la scoperta del mondo e di se stessi (Il catalogo dei giorni), la sconfitta delle proprie paure… tutte pubblicazioni tanto apprezzate da avergli fatto vincere numerosi premi ed essere tradotte e distribuite anche fuori dall'Italia. 

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.

La volpe e l'aviatoreIl catalogo dei giorni

Luca, classe 1980, si è laureato e formato professionalmente a Roma; è nato e vive a Macerata, dove oltre a scrivere si dedica all'educazione e alla promozione della lettura.

LUCA TORTOLINI: Vivere in una città come Roma per diversi anni ha contribuito a stimolare e favorire la mia curiosità congenita. La curiosità deve essere nutrita continuamente per chi è “curioso di professione” come me (tanto per citare Jules et Jim di François Truffaut). Studiando cinema poi ho iniziato ad accumulare una quantità infinita di immagini e idee. Appuntavo e appunto molte cose sui miei taccuini. Ho scatoloni pieni di quaderni e taccuini.

PAPER APES: Scommetto che preferisci il rapporto classico con la carta rispetto a quello che si può avere con strumenti tecnologici.

LT: Sì preferisco la carta e la penna, ma è molto utile la tecnologia, impossibile rinunciarci!

PA: Cosa intendi per "stimolare" la curiosità?

LT: Andare alla ricerca di cose nuove, non fermarsi alla superficie e non accontentarsi. Da adolescente è stato fondamentale vedere i film che proponeva il programma Fuori Orario- cose mai viste. Vivevo in un piccolo paese, dove non c’erano cinema o cineclub. Fuori Orario era la mia "Stanza delle Meraviglie" e dei mondi infiniti... Così, ho iniziato a comprendere e approfondire il racconto per immagini. Partendo dal cinema muto, come i film di Charlie Chaplin fino ad arrivare alla Nouvelle Vague francese, dove rimasi colpito soprattutto da François Truffaut.

PA: Quindi è da questa passione per il cinema che proviene il tuo stile di scrittura molto "visiva"?

LT: Forse sì... Ho visto e rivisto i film dei grandi autori, dagli italiani (Bertolucci, Petri, Rosi) passando anche per quelli della New Hollywood (Francis Ford Coppola, Martin Scorsese). Ma in realtà anche leggendo molti libri, romanzi, fumetti e libri illustrati …

PA: Ne puoi citare qualcuno?

LT: I libri di avventura, L’isola del tesoro, Il conte di Montecristo, tra gli altri, poi crescendo son passato a scrittori come George Perec e Albert Camus. Letture fondamentali. Come fondamentali sono stati i libri di Roal Dahl, Dino Buzzati e Gianni Rodari per dirne alcuni.

PA: Com'è avvenuto il passaggio alla lettura dei libri illustrati?

LT: Prima degli illustrati leggevo i fumetti, quelli da edicola, Dylan Dog, Tex, Nathan Never e molto Corto Malese di Hugo Pratt, una folgorazione. Poi ho scoperto il mondo visionario di Moebius. Quando ho visto che molti fumettisti realizzavano anche albi illustrati, sono andato a cercarli e si è disvelato un mondo. Tomi Ungerer, Leo Lionni, Maurice Sendak, solo per citare alcuni classici tra i più grandi.

PA: Quindi è una conseguenza di queste letture, mista alla voglia e alla curiosità, che ti ha portato a metterti alla prova e approcciarti a questo tipo di scrittura?

LT: Sì. La scrittura è stata una conseguenza naturale della lettura. A un certo punto le storie che leggevo e che continuavano a vivere nella mia testa hanno chiesto di essere ri-raccontate e le ho dovute mettere per iscritto...

PA: Non ti capita mai di aspettare il momento giusto per scrivere?

LT: Scrivo tutti i giorni dalle 8:00 alle 12:00, ma non tutti i giorni vengono fuori cose che ritengo valide, come è naturale.

PA: Appena sveglio, quindi?

LT: Non proprio, c’è prima un tempo di passaggio che è importante per me, quello che va dal sonno e dal mondo dei sogni a quando mi metto al tavolo del lavoro: lentamente riconquisto l’inizio di un nuovo giorno riordinando i pensieri, scrivendo ricordi e idee sul taccuino che tengo sempre a portata di mano e leggendo le parole da un libro o da un articolo. Il tutto mentre faccio colazione con Otto e Truffaut, i miei gatti.

PA: Ci sono differenze tra la scrittura di un albo a fumetti e quello illustrato?

LT: La scrittura di un albo illustrato è un racconto letterario vero e proprio, anche se deve prevedere il rapporto con le immagini. È un tipo di racconto “generoso”, in cui deve esserci lo spazio per la narrazione dell'illustratrice o dell'illustratore, per dirla in modo sintetico. La scrittura per il fumetto è una sceneggiatura -nella maggior parte dei casi- quindi una scrittura più tecnica, e giustamente deve essere anch'essa generosa. Per essere più specifici, c’è una differenza nella sequenza del racconto per immagini: nel fumetto, ad esempio, la sequenza deve mostrare i passaggi del movimento dei personaggi; nella narrazione per immagini degli albi illustrati ci sono delle ellissi, tutto è sviluppato nel rapporto con le parole del testo che creano più livelli di significato. Le immagini colgono dei momenti della narrazione verbale e li illuminano, li amplificano e sviluppano creando un racconto parallelo e dialogante. 

PA: Come avviene il processo che porta alla pubblicazione?

LT: Di solito tutto parte da un racconto che si propone all'editore e l'editore sceglie il segno e lo stile che considera più adatto a illustrare il racconto. Altre volte si propone un racconto a un'illustratrice o illustratore e poi insieme si cerca l'editore adatto mostrando il progetto a un livello più avanzato con uno storyboard e una o due tavole definitive.

Le case degli altri bambini

PA: Le tue storie pubblicate continuano a moltiplicarsi (ricordi ancora il tuo primo libro illustrato?) E qual è il tuo processo di scrittura invece?

LT: Per me la scrittura viene dal vissuto, dal passato, da interessi e amori o anche da ossessioni. Questioni che mi riguardano, o mi hanno riguardato, traumi, nodi da sciogliere o problemi da affrontare. Sono racconti per l'infanzia e se ne deve sempre tenere conto. Bisogna conoscere anche i bambini e le bambine per scrivere su di loro e per loro.

Il mio primo libro illustrato è Le case degli altri bambini illustrato da Claudia Palmarucci e pubblicato da Orecchio Acerbo edizioni. Tra qualche mese uscirà una ristampa con una nuova copertina.

Essere me
Io&Charlie

PA: Trovo molto interessante la tua parte cinefila che si rispecchia in alcune delle tue opere: penso alla riflessione del rapporto tra  fama e successo in Essere Me (dove si immagina la vera storia di King Kong);  o a Io & Charlie dove siete riusciti a rievocare quelle sensazioni che provengono guardando un film di Chaplin e addirittura la musica, inserendo uno spartito  che accompagna i lettori durante la vicenda; o alla tua ultima pubblicazione François Truffaut. Il bambino che amava il cinema, che è ancora qualcosa  di diverso.

LT: Sì, è qualcosa di diverso, è una biografia illustrata, e per me un omaggio a questo grande autore che amo tanto. Da molti anni vedo e rivedo i suoi film, leggo i libri che ha scritto e i libri sul suo lavoro nonché le diverse biografie che gli hanno dedicato. Vista l'enorme mole di materiale da cui attingere La grande difficoltà è stata ricreare un breve racconto della sua vita, l'infanzia difficile, poi l’amore per i libri e quello per il cinema, la scoperta della cinefilia. È illustrato da Victoria Semykina, una disegnatrice russa di grande talento.

Francois TruffautTruffaut - inserto

PA: Hai lavorato con molti illustratori: Claudia Palmarucci per Le case degli altri bambiniDaniela Tieni per Il catalogo dei giorni, con Simone Rea per La fuga di Ciro e La scimmia che si era persa, con Sara Colaone per Anna e la famosa avventura nel bosco segreto, con Daniela Iride Murgia per L’inconnu, con Anna Forlati per La volpe e l’aviatore, con Giacomo Garelli per Io&Charlie, con Marco Somà per Essere Me, con Beatrice Cerocchi per Il giardino più bello, con Victoria Semykina per François Truffaut-Il bambino che amava il cinema… so che non vuoi anticipare nulla sulle tue prossime pubblicazioni però a noi di Paper Apes qualcosa puoi anticiparlo, vero?

LT: Certo, posso anticiparvi che i prossimi quattro libri che usciranno quest'anno saranno pubblicati da quattro editori diversi e sono illustrati nuovamente da Anna Forlati, da Marco Somà, da Simone Rea e da Victoria Semykina!

Grazie Luca!

In attesa delle prossime pubblicazioni firmate Luca Tortolini, se volete iniziare a scoprire qualcosa di questo bravissimo autore, qui su Paper Apes non possiamo che consigliarvi "Essere me"...

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