lunedì 8 febbraio 2021

L’Universo a fumetti di Black Hammer

di Nicolò Beretta

Tra tutte le proposte originali che il mondo del fumetto ha offerto negli ultimi anni, quella che più mi ha appassionato e stregato è sicuramente Black Hammer dell'autore canadese Jeff Lemire: un progetto in cui lo scrittore riversa tutto il suo amore per la nona arte e che ha preso sempre più vita, articolandosi e dipanandosi in prequel, sequel e spin-off (addirittura ottenendo un crossover con la Justice League), coinvolgendo i migliori artisti e sceneggiatori in circolazione. 

L'intento di questo articolo è di raccontarvi tutte le sfaccettature dell'universo Black Hammer, presentandovelo in ordine di pubblicazione italiana e integrandovi le uscite americane con quelle già pubblicate nel nostro paese da Bao Publishing



Le Origini

L’idea di dare vita a un proprio universo a fumetti che omaggiasse i grandi comics americani venne a Lemire mentre era al lavoro sull'intimo Essex County (2007): convinto che non sarebbe mai riuscito a realizzare questo ambizioso desiderio, si limitò a riversare tutto il suo amore per il fumetto di supereroi proprio in quelle pagine così personali. 

Nel 2014, mentre lavorava in DC Comics e in Marvel, il canadese sentì che poteva essere il momento giusto per dare finalmente forma al suo sogno, proponendolo a un editore (Dark Horse Comics). 
I suoi numerosi impegni per le due major (Green Arrow, parte dell’universo dark su Animal Man e la versione Earth One dei Teen Titans per la DC; prima All New Hawkeye e dopo Old Man Logan per il rilancio All New All Different per la Marvel) non gli avrebbero però permesso di dedicarsi contemporaneamente alla scrittura e ai disegni del suo progetto. È l’incontro con il disegnatore Dean Ormston a liberarlo da questa empasse: Lemire si era infatti molto appassionato allo stile dell’artista inglese visti suoi lavori per la Vertigo e sentì che sarebbe stato perfetto per il tipo di storia che aveva in mente, diversa dall’idea di supereroi tradizionali. 

Secondo i piani la serie sarebbe dovuta uscire nel Marzo del 2015, ma alcuni seri problemi di salute di Ormston costrinsero a far slittare l’esordio nell’estate del 2017
L’uscita avvenne infine a Luglio e il fumetto si aggiudicò subito il premio Eisner nello stesso anno come miglior nuova serie. Il lavoro continuò quindi a raccogliere premi e nomination fino all’acquisizione dei diritti da parte della Legendary per adattare Black Hammer sia per il cinema che la televisione, coinvolgendo- in caso di sviluppo- lo stesso Lemire nello staff creativo e di supervisione del progetto. 

Un sogno che si realizza e  un vero e proprio trionfo per l'autore canadese.

Ma scopriamo la serie nel dettaglio.

 BLACK HAMMER (2016)


I protagonisti del racconto sono un piccolo gruppo di eroi della fantomatica città di Spyral City: il forte Black Hammer, il lottatore Abraham Slam, l'alieno mutaforma esiliato dal suo popolo BarbalienGolden Gail che al grido di una parola magica può trasformarsi in una supereroina, il robot Talky-Walky, il folle esploratore spaziale Colonnello Weird e la sfuggente strega Madame Dragonfly. In seguito ad una disperata lotta contro l’onnipotente Anti Dio, arrivano a sacrificarsi per salvare la loro città. 

I protagonisti si ritrovano inspiegabilmente catapultati nel nostro mondo, nella fattoria di una piccola cittadina della provincia americana: sembrano impossibilitati a fuggirne e alcuni del gruppo hanno anche perso le loro abilità. L’unico di loro sparito nel nulla dopo il combattimento è proprio Black Hammer, il quale ha abbandonato la figlia Lucy Weber, giornalista di Spyral City fermamente intenzionata a scoprire cosa sia accaduto al                                                                                                 padre e ai suoi compagni... 

Lemire riversa già in queste pagine tutto il suo amore per il fumetto americano di supereroi, passando attraverso le ere dei comics, dalla Golden alla Silver e alla Bronze Age


Il suo appassionato omaggio prende forma già attraverso i character stessi, evidenti citazioni a figure Marvel, DC, Image; e si manifesta anche nella riproposta stilistica di copertine di riviste come Weird Tales o quella all'iconica cover del Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Ponendo questi protagonisti in un contesto a loro completamente avverso, le loro personalità, i dubbi e le insicurezze affiorano prepotentemente, arrivando a colpire con potenza il lettore. Esempio lampante è quello di Golden Gail, una donna i cui poteri ricordano quelli di Shazam ma al contrario: può trasformarsi in una ragazzina dotata di super abilità, ma bloccata in questa forma non può compiere azioni normali per un adulto, come ad esempio fumare una sigaretta. 
Dean Ormston si conferma una scelta più che azzeccata, ricordando molto lo stile del Lemire disegnatore, e il suo tratto fine evidenzia le fragilità dei personaggi.

SHERLOCK FRANKENSTEIN E LA LEGIONE DEL MALE (2017) con David Rubìn 


In seguito ad altri problemi di salute di Ormston, Lemire è costretto a rallentare la scrittura della serie e comincia a maturare il proposito di espandere il suo universo con degli spin-off. L'idea dell'autore canadese è di concentrarsi sui villain di Spyral City: per questa nuova storia viene scelto lo spagnolo David Rubìn, (autore del bellissimo L’Eroe) come  disegnatore dei cinque numeri della serie. 
Raccontando le indagini di Lucy Weber sulla sparizione del padre e degli altri eroi, la storia ci porta tra i vicoli e le strade di Spyral City, presentandoci alcuni dei più acerrimi nemici di Black Hammer e compagni. La profondità data a questi personaggi è la medesima osservata nei protagonisti: scoprendo le motivazioni che hanno portato questi cattivi a scontrarsi con i buoni, non possiamo fare a meno di empatizzare con essi (anche loro incarnazioni di altri fumetti e classici della letteratura horror). L’approccio grafico di Rubìn si discosta da quello di Ormston, dando una visione più colorata, quasi psichedelica di questo mondo, ma altrettanto suggestiva e meritevole. 

 DOCTOR ANDROMEDA (2018) con Max Fiumara


Nel corso della sua indagine, Lucy Weber si rivolge a un eroe che spesso si ritrovò al fianco di Black Hammer,
Doctor Andromeda. Inizialmente presentato come Doctor Star, Lemire dovette ribattezzarlo in seguito a problematiche di diritti: il personaggio è tributo evidente  allo Starman di James Robinson, non solo nelle sue fattezze ma anche nella sua identità smascherata (Jimmy Robinson). Il passato e il presente del protagonista vengono intrecciati, alternando il racconto delle sue origini con il suo tentativo di recuperare il rapporto con il figlio, malato di cancro. Il vecchio eroe, in cerca di una cura, percorre un viaggio nei meandri dello spazio, venendo in contatto con un esercito di alieni che, ispirati dalle sue imprese, hanno formato un vero e proprio corpo di eroi spaziali (ovvia citazione alle Lanterne Verdi, con tanto di una propria versione del “giuramento”). 

Ancora non pubblicato nel nostro paese, questo è uno degli spin-off più belli tra quelli usciti sinora: emozionante e commovente, narra del desiderio di un uomo di recuperare il rapporto con la sua famiglia, da cui si allontanò per perseguire le ricerche sulle possibilità dei suoi poteri.

 BLACK HAMMER L’ERA DEL TERRORE – PARTE 1 (2018)

Con L’Era del Terrore Lemire torna a raccontare la trama principale di Black Hammer: Lucy Weber, divenuta la nuova Black Hammer, è riuscita a raggiungere gli sperduti eroi di Spyral City, scoprendo anche la verità dietro alla loro sparizione. Sul punto di rivelarla agli eroi, ormai rassegnati, la ragazza sparisce improvvisamente davanti a loro. La figlia del precedente Black Hammer si risveglia letteralmente all’Inferno, e si trova costretta ad attraversarne i gironi, scontrandosi con demoni e dannati che faranno di tutto per fare propria l’anima della donna. 

Una parentesi ancora più oscura della precedente, a tratti onirica, che non solo mette (ancora) in scena nuovi personaggi ed entità che traggono ispirazione dai capisaldi della Vertigo -come Sandman e Hellblazer- ma riesce a insinuare il dubbio nei suoi protagonisti (e nel lettore) che dietro alle loro varie peripezie ci possa essere una volontà superiore.


 QUANTUM AGE (2018) con Wilfredo Torres 

L’universo di Black Hammer non si espande però solo verticalmente, raccontando le vicende dei singoli personaggi visti nella serie principale, ma si sposta anche avanti e indietro sulla linea temporale di questo mondo. E’ il caso di Quantum Age, disegnato da Wilfredo Torres, spin-off collocato decenni nel futuro del mondo di Lemire: 100 anni dopo lo scontro tra l’Anti Dio e la Quantum League, un gruppo di personaggi, ispirati dalle azioni degli eroi di Spyral City, decide di formare una nuova squadra. Trascorsi altri 25 anni, la città è diventata una metropoli buia, popolata dalle più disparate razze aliene e sottomessa a un dittatore; alcuni giovani, riuniti dal caso, si ritrovano ad unire le loro forze per difendere l’universo. 
Lemire mette in campo le versioni giovani e future dei suoi eroi, mettendo sulle loro spalle le responsabilità e gli errori commessi dai loro predecessori, intrecciando le vicende dei nuovi e dei vecchi personaggi. Forse è lo spin-off che ho gradito meno, anche per via del disegnatore scelto, molto (forse troppo) classico rispetto a Dean Ormston, caratteristica che invero aiuta a rafforzare lo stacco temporale tra la storia e la serie principale. 

 CTHU-LOUISE (2018) con Emi Lenox 

Breve parentesi nata dalle pagine di Sherlock Frankenstein, questo albo singolo è incentrata sulla giovane protagonista: figlia dell’idraulico Cthu-Lou (diventato per caso avatar di una antica divinità cosmica e nemico della Quantum League), la piccola ha visto ricadere sulle proprie fragili spalle la stessa maledizione del padre. Questo è fonte di non poche problematiche per Louise, già vessata dalla madre e vittima di scherzi e angherie dai suoi compagni di classe. In poche pagine, assistiamo al tormento della bambina sulla sua natura e sul perché non possa essere come tutti i suoi coetanei. 

 BLACK HAMMER: L’ERA DEL TERRORE – PARTE 2 (2019) 

Con la seconda parte de L’Era del Terrore, Lemire conclude anche la fase 1 del suo progetto. 
L’albo si apre con un'avventura in solitaria del Colonnello Weird, separato dai suoi compagni e ritrovatosi in un mondo in cui si trovano tutta una serie di personaggi scartati dall’autore: ciascuno di essi incarna un genere diverso proprio del fumetto Golden Age, da quello di guerra a quello fantasy, dal poliziesco a quello di avventura, ma si arriva anche alle esagerazioni tipiche degli anni ’90 (come le loro versioni animalesche). Questa parentesi è illustrata da Rich Tommaso, un’altra scelta assai azzeccata da parte di Lemire. 

Ritroviamo poi gli eroi della Quantum League, tornati misteriosamente a Spyral City, privi però di tutti i loro ricordi della vita nella fattoria; in un momento assai critico, in cui si palesano avvisaglie del ritorno dell’Anti Dio, i membri del gruppo scoprono che dietro tutti i loro trascorsi c’è -nientemeno-il tradimento di uno di loro. Ancora una volta, Lemire mette in luce le debolezze dei suoi protagonisti, minando la stabilità di questa famiglia; una famiglia piuttosto disfunzionale, ma che interagisce e reagisce esattamente come un vero e proprio nucleo famigliare. 

Rivedremo prima o poi questi personaggi? 



 BLACK HAMMER ’45 (2019) con Ray Fawkes e Matt Kindt 

Se in Quantum Age siamo saltati avanti nel tempo, in Black Hammer ’45 scopriamo l’origine della Quantum League, in una precedente versione del gruppo di eroi; per la prima volta, Lemire si affianca alla scrittura con un altro sceneggiatore, Ray Fawkes. Durante la Seconda Guerra Mondiale, un manipolo di aviatori contrasta le forze dell’Asse e dell’Unione Sovietica: un gruppo di soldati di colore che hanno vissuto sulla propria pelle le discriminazioni razziali e si batte contro leggendari aviatori nazisti ed enormi robot comandati dai russi. 
Si ritrovano qui una serie di divertenti cliché tipici delle storie che hanno romanzato il periodo, come l’impiego e la ricerca di armi sovrannaturali nel conflitto (qualcuno ha detto Hellboy o Società di Thule?); tra divinità nordiche e lupi mannari nazisti, fanno la loro comparsa anche personaggi che abbiamo già conosciuto, come Abe Slam o Wingman, reclutati dal Governo per impiegare le proprie abilità contro i tedeschi. Ancora una volta, la scelta del disegnatore è molto accurata: in Matt Kindt troviamo non solo un autore molto simile al tratto di Lemire e Ormston, ma anche l'artista ideale per restituire al lettore le atmosfere del fumetto d’epoca.

 BLACK HAMMER vs JUSTICE LEAGUE (2019) con Michael Walsh

Uno dei riconoscimenti alla serie dello scrittore canadese è sicuramente  la proposta della DC Comics di un crossover tra gli eroi di Spyral City e la loro Justice League. Collocato poco dopo l’inizio della serie principale, questo breve racconto vede i personaggi dei due gruppi vittime di un gioco misterioso: improvvisamente Batman, Superman, Wonder Woman e i loro compagni si ritrovano in una fattoria sperduta in mezzo alle campagne americane, mentre la Quantum League viene catapultata tra le strade di Metropolis, sotto assedio dell’alieno Starro
Personalmente ho trovato più interessante l’idea in sé che il suo sviluppo, piuttosto prevedibile nello svolgimento e nella risoluzione.
Magari in futuro un nuovo incontro tra i due schieramenti (lasciato intendere) potrebbe avere sviluppi più interessanti...

 SKULLDIGGER + SKELETONBOY (2019) con Tonci Zonjic 

Primo tassello della seconda fase dell'affresco di Lemire, questo spin-off è senza dubbio il mio preferito: abbiamo solo intravisto il vigilante Skulldigger nelle pagine di Doctor Andromeda (dettaglio che quindi collocherebbe questa storia più o meno in contemporanea con le indagini di Lucy Weber), un personaggio inquietante e dalla dubbia morale. 
Durante una delle sue ronde notturne, l'antieroe uccide un rapinatore che ha appena assassinato una coppia davanti agli occhi del loro figlio, testimone impotente della scena. Tra il giustiziere e il ragazzino nasce dunque un legame che -complice il forte trauma subito- avvicinerà sempre di più il giovane al giustiziere senza freni, in un rapporto molto simile a quello che c’è tra il vecchio Cavaliere Oscuro e la sua spalla nel Dark Knight Returns di Milleriana memoria. 
A peggiorare la situazione c’è anche l’evasione dal carcere di Grimjaw, anche lui già apparso in Sherlock Frankenstein, con cui Skulldigger ha ancora un conto aperto. Tra le atmosfere di Gotham City e la morale distorta del Punitore, vediamo svilupparsi il rapporto tra i due controversi protagonisti in una Spyral City buia e cupa, in piena campagna elettorale. Interessante è proprio la figura dell’aspirante sindaco, da poco rivelatosi essere un ex vigilante proprio come Skulldigger, che ha deciso di confessare il suo passato nelle sue memorie scritte (esattamente come fece Hollis Mason, il vecchio Gufo Notturno, in Watchmen). Lo stile e i colori densi di Tonci Zonjic mi hanno ricordato molto quello del David Mazzuchelli di Batman Anno Uno, dipingendo una Spyral City malfamata, abbandonata dai suoi eroi. 


In questo periodo stanno uscendo in America altri due nuove serie nate da Black Hammer. 
Colonel Weird: Cosmagog, disegnata da Tyler Crook, sarà un punto di raccordo tra le due fasi del progetto di Lemire e approfondirà uno dei personaggi più interessanti della vicenda, reso folle dai suoi continui viaggi tra le dimensioni; in Barbalien: Red Planet vedremo invece l’arrivo sulla Terra di Mark Martz, alieno mutaforma piombato sul nostro mondo negli anni’80, tra l’impazzare dell’AIDS e un pericoloso nemico che lo sta braccando. Ai disegni  di quest'ultima troviamo Gabriel Hernandez Walta, autore della pagine del Visione di Tom King
Inoltre, è già prevista per Marzo l’uscita di Black Hammer: Visions, una serie di albi singoli, ognuno incentrato su un singolo personaggio della Quantum League, ognuno realizzato da team artistici di altissimo livello (si parla di Geoff Johns, Chip Zdarsky, Scott Snyder, Kelly Thompson, Mariko Tamaki…). 


Insomma, un universo in continua espansione che non vedo l'ora di continuare a esplorare...