domenica 18 dicembre 2022

Corto Maltese: Oceano Nero - Sui passi dei grandi dell'avventura

di Marco Matteini

Corto Maltese nasce nel 1967 sulle pagine della rivista Sgt. Kirk per mano di Hugo Pratt, che scriverà altre 28 storie in 24 anni (Mū – la città perduta termina la sua pubblicazione nel 1991). Sicuramente il più celebre dei personaggi di Pratt e uno dei più riconoscibili volti disegnati del fumetto mondiale, Corto sarà protagonista di altre tre vicende, tutte affidate a Juan Díaz Canales e Rubén Pellejero e pubblicate tra il 2015 e il 2019.

L’inossidabile leggenda di Corto Maltese continua ad appassionare ancora oggi e le sue storie rappresentano un caposaldo del fumetto di genere e di avventura ancora oggi: avete visto il recente The Suicide Squad di James Gunn? Ecco, appunto.

Ovvio, quindi, che su questo trentatreesima storia gravi non solo una pesante eredità, quella del nome di Corto Maltese, ma anche il peso di un’operazione difficile e controversa come il rilancio di un simile personaggio. Nonostante l’approccio certosino, canonico e quasi “ortodosso” dei due autori, infatti, l’accoglienza da parte dello zoccolo duro degli aficionados del vagabondo belta è stata piuttosto tiepida. Per questo ero così incuriosito di leggere Oceano Nero. L’uscita di Notturno Berlinese (che se ne sta ancora lì a guardarmi dalla “Pila di roba ancora da leggere”) lo scorso 22 Settembre mi ha dato una scusa per tuffarmi nuovamente nel (nuovo) mondo di Corto.

E ho deciso di parlarvene.
Partiamo da un assunto fondamentale: Oceano Nero non è un reboot, quindi togliamoci quest’idea dalla testa. Oceano Nero è un revamp e la differenza non è sottile, credetemi. Sì, perché l’opera di Martin Quenehen e Bastien Vivès prende una strada differente: gli autori hanno optato per una declinazione molto forte e personale dell’immaginario prattiano, una mossa che non va a sconsacrare minimamente quanto fatto dall’autore originale ma che, anzi, ci offre un Corto diverso e più moderno.

Oceano Nero è ambientato nel 2001: una modernità assai lontana, specialmente se pensiamo che il telefono più diffuso in quell’anno era il Nokia 3310, che ci restituisce un mondo a noi vicino, ma intriso di poetica e romantica avventura. Quenehen conosce Pratt e lo dimostra riprendendo con dovizia, senza mai replicare passivamente, la stocasticità del personaggio di Corto, che, come Alice nella tana del Bianconiglio, “cade” all’interno dell’avventura, facendo del destino e del caso i veri motori dell’avventura.

E proprio di avventura si parla, perché nella sua interpretazione più moderna, Corto ha due facce: quella del pirata avventuriero, alla disperata ricerca di un tesoro di cui sa poco o niente, che emula Nathan Drake e Indiana Jones in esasperate scene d’azione, e quella dell’eroe romantico. Su questo punto voglio soffermarmi un momento, perché la caratterizzazione romantica di Corto costituisce, probabilmente, il principale stacco dal personaggio di Pratt. Nelle opere originali, infatti, non esiste una netta dicotomia tra bene e male e raramente vediamo personaggi completamente buoni o completamente cattivi; piuttosto, Pratt definisce le situazioni su una scala di valori giusto/sbagliato e anche in altre opere mette in risalto come chiunque possa arrivare o essere costretto ad azioni moralmente discutibili o addirittura spregevoli, che nessun ideale può davvero giustificare. Pratt venne coscritto durante la seconda guerra mondiale e ha imparato a proprie spese questa terribile verità. L’occhio di Quenehen è un documentarista, abituato a mettere in luce le relazioni tra oppressori e oppressi, i primi sempre dalla parte del torto, i secondi sempre da quella della ragione.

In questa nuova iterazione, Corto potrebbe essere uscito da una canzone di De André: avventato e sfacciato nei confronti delle autorità, dei politici e degli oppressori, pronto a mettersi a disposizione degli oppressi e dei più deboli.

Concludo menzionando i disegni di Vivès, che con il suo tratto morbido, ci restituisce un mondo sospeso tra passato e modernità, quasi sfumato e sospeso nel tempo e nello spazio, nel pieno rispetto della tradizione prattiana.



Editore: Cong Sa
Anno edizione: 2021
In commercio dal: 1 settembre 2021
Pagine: 168 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9782940552375

Nessun commento:

Posta un commento